Il nostro Carletto

Lui è andato via, il mio gattino adorato, il mio angioletto rosso, quello che quando lo vedi non puoi fare a meno di stritolare e sbaciucchiare. 
Non esiste più confine in questa forma di amore. Il trasporto diventa fisico e ancora di più se il tuo gatto ricambia abbracciandoti con le sue grosse e paffute zampe, mentre appoggia teneramente la sua testolina sul tuo collo.
Dolce e buono come pochi. Adorarlo era fin troppo facile.



La casa ha già cambiato aspetto. Le porte della terrazza, sempre spalancate di notte, si sono chiuse, perché ormai il suo guardiano non c'è più. Chi si fida più di lasciarle aperte? Nessuno ha l'udito come il suo. Nessuno è vigile quanto lui. Non sarebbe mai potuto entrare il più piccolo insetto... figuriamoci un topolino.


Ci mancherà il suo dolce e timido miamiao, il suo manto setoso, la sua presenza costante sul letto durante la notte. Rigorosamente in mezzo a me e a Maurizio; se allungavi la mano trovavi quel corpicino che sembrava non aspettasse altro che una tua carezza per riprendere a fare le fusa più rumorose che abbia mai sentito.
Qui, in casa, siamo tutti storditi. Paolina, la sua adorata micina, è diventata più docile e affettuosa, Babi ci segue cercando i nostri sguardi e Bomber cerca di asciugare le nostre lacrime leccandoci gli occhi.
Qui c'è silenzio, eppure, ormai, siamo in cinque.

E poi c'è la compatibilità caratteriale. Aveva il potere di strapazzarmi il cuore solo osservando il suo musetto o le sue zampone coi ciuffi lunghi tra le dita. E poi anche quei calzoncini di pelo nelle coscette. Buono come pochi, mai aggressivo, neanche una piccola soffiata. 


Carletto Carletto... che scherzaccio ci hai fatto...
In silenzio sei arrivato e altrettanto silenziosamente sei andato via.
Monello!


 Ci manchi tesoro