My sweet Grandmother e il profumo della sua casa

Cucù Rocks!

E’ da ieri notte che desidero scrivere questo post. Mi venivano in mente tanti ricordi di mia nonna che dolcemente mi cullano da una vita.
Penso che  l’amore per la casa sia dovuto anche a lei.
La sua casa era semplice ma molto dignitosa. Perfettamente pulita, ritmata dal loro programma giornaliero che crea quella sorta di pace interiore. 
Non mancava niente, c’era tutto. Tutto l’indispensabile e anche di più. E’ proprio vero che “l’essenziale è invisibile agli occhi”.
Lei è profumo di casa, di biancheria pulita, del sugo che bolle lentamente dal mattino. E’ il latte e miele che cercava di far bere quando avevi il mal di gola. E’ il profumo della minestrina all’ora di cena con i capelli d’angelo. 





Ricordo il letto riscaldato e il pigiama avvolto attorno alla borsa dell’acqua calda. Le babbucce di lana fatte a mano, che cercava di farti indossare perché dovevi ripararti dal forte freddo. E le preghiere, recitate in fila seguendo sempre lo stesso ordine.





I suoi guardaroba erano sempre in ordine e quando dimenticavo a casa sua una mia giacchina, la conservava nello scomparto biancheria perché diceva che le profumava tutto l’armadio. Me la restituiva sorridente mentre continuava ad annusarla.


Il salotto "buono", la cucina vissuta, il soggiorno col tavolo da pranzo per le cene di famiglia.
Il pettinino e la “coccoetta”: mettevo la testa sul suo grembo e mi coccolava col suo pettinino della crocchia.
I croissant, le sfogliatine, i pranzi con le mille portate per accontentare ogni nipote.





Amava le piante, mi diceva di parlarci, e i gatti. Ma soprattutto amava i bambini. La sua casa era sempre affollata da tutti quanti noi, ognuno col proprio umore.



Una casa accogliente, profumata, vissuta, dove trovi la pace dei sensi appena varchi la sua soglia.
Non è questo il migliore concetto di casa?


Buon viaggio mia dolce e cara nonna.
Ora finalmente potrai rifiorire.